Un viaggio nell’introspezione e nell’essenza della irreale realtà.
Non dirò nulla di queste libere pagine. L’arte non si spiega: è un patto segreto, stipulato in silenzio tra le muse, lo scrittore e il lettore.
Per questo motivo, non ho altro da aggiungere.
Lascio alle muse il compito di parlare.
Io, mi limiterò a trascrivere.
Se vorrete, tornate.
Sarete i benvenuti.

… Guardava il mare di Kron con attenzione: una placida distesa di stinner rosso come il corallo di Sprun e liscia come la seta del Kahaar. Le tre lune che lo sovrastavano all’orizzonte, risplendevano di una insolita ma rassicurante luce blu. La notte sarebbe passata rapidamente, Kron ruotava incredibilmente in fretta…

– da Frammenti di poesia
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Una pietra
Una piccola pietra nera sedeva placida sul ciglio di un grosso masso. Ogni mattina, i raggi del sole, facendo capolino tra le nuvole ancora assonnate, la ricoprivano, asciugando le gocce di brina che ne rivestivano la superficie come un pigiama. Nelle ore più calde, il vento, soffiando piano, spazzava via la polvere che si era…
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Un futuro senza inganno
Un futuro senza inganno Aspirazioni lontane nel tempo sono le spoglie di un futuro tradito. Stanchezza o riposo ? Senza senso se ci pensoDi un sentire fermo e stancoSerro i denti del dissensoSe son schiavo del tormento Senza voglia di sognareMi ricordo qual bel tempoChe scorreva con la menteA un futuro senza inganno Vieni ancora…
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Una testa abbandonata sul tetto
Una testa abbandonata sopra il tetto di una casa osserva, silenziosa, il teatro del mondo. Attenzione al girotondo di questa surreale filastrocca … ci si potrebbe riconoscere. Una testa abbandonata Sopra il tetto di una casa Guarda in giro sconsolata Attendendo la nottata Sempre in cerca, questo capo, Sì diletta per davvero A riempire la…

– da Racconti impossibili
Il Cercatore di Anime – Carlo Importuna
Le si parò davanti con sicurezza ed inchinandosi la salutò con rispetto.
«Mi conoscete?» domandò lei, sorpresa da quella improvvisa apparizione, con voce bassa.
«Conosco la sua anima, più di quanto lei creda,» rispose Adalberto lentamente,
«Che cosa cercate Ser?»
«Ciò che è celato anche a lei stessa. Io sono un cercatore d’anime. Ma la sua anima, credetemi, è come una città dalle porte nascoste.»
Lei sorrise, lieve, quasi con malinconia. «E se vi dicessi che quelle porte non conducono a niente?»
«Allora,» replicò lui, «dovrò costruire strade nuove.»
«Attento, Ser. Chi troppo cerca, troppo trova.» Rispose la ragazza, aggrottando la fronte.